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Offerta Formativa (POF)

Il POF

Partendo dalle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dal parlamento europeo e dal consiglio dell’Unione Europea, in linea con il curricolo ministeriale italiano e avendo ben chiari i due punti sopracitati, gli elementi quali, bilinguismo, arte, musica, tecnologia e movimento inteso come dinamismo diventano le chiavi sulle quali si fonda la didattica. Con noi decade l’obsoleto concetto di laboratorio largamente diffuso nella scuola contemporanea, dove pillole di competenze differenti ruotano a macchia intorno ad un programma predefinito. La nostra pedagogia include al suo interno lo sviluppo costante di tutte le potenzialità dell’essere umano e sviluppa l’abilità di “imparare ad imparare”. Lo fa attraverso una didattica inclusiva del linguaggio musicale, artistico e tecnologico in un ambiente dove  il movimento funzionale e l’uso contemporaneo di due lingue (italiano e inglese) è incentivato. Sono i bambini stessi con i loro frequenti perché a chiedere approfondimenti di varie tematiche e a sviluppare i loro personali seminari. Nel bambino i perché iniziano già a due anni e ciò indica che sono pronti a ricevere le giuste risposte. In un ambiente stimolante dove però non esiste un programma dettato dall’alto, preconfezionato, ogni perché è costruzione di un programma in divenire, in costante evoluzione. La curiosità diventa motivazione alla ricerca delle risposte le quali a loro volta determinano l’apprendimento e generano nuove domande. Il ruolo dell’insegnate è quello di facilitatore e collaboratore nella ricerca, capace di predisporre un ambiente idoneo e motivante e di garante delle regole per una convivenza serena.

Questo metodo frutto di anni di studio ed esperienze  deriva per molti aspetti dallo condivisione delle basi pedagogiche della grande studiosa italiana M. Montessori a cui va il giusto riconoscimento e la nostra profonda gratitudine. È importante però far presente che il metodo IBCS si differenzia da quello montessoriano pur avendo con quest’ultimo basi comuni e condivisione dei valori.

Il progetto educativo dell’IBC School si propone di sviluppare a pieno il quadro delle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dal parlamento europeo e dal consiglio dell’Unione Europea, in linea con il curricolo ministeriale italiano.
Seguendo questi principi ci proponiamo di raggiungere eccellenti risultati e di poter essere la differenza nel futuro dei nostri alunni.


Saper comunicare nella lingua madre e in lingue straniere

L’IBC School è necessariamente una scuola bilingue e propone l’apprendimento delle lingue attraverso il principio “una lingua, una persona”. Il bambino già dai due anni comincerà a differenziare i primi suoni e a riconoscere pian piano ogni nuovo vocabolo introdotto come appartenente ad un determinato sistema linguistico.

Le due lingue si svilupperanno naturalmente senza confondersi, arricchendo progressivamente il bagaglio linguistico del bambino. Questo metodo  propone lo sviluppo del  linguaggio attraverso l’approccio emotivo, cognitivo, motorio e linguistico così come avviene in un neonato nell’interazione con i genitori.

Oggi sono molti gli studi a favore dell’educazione bilingue e degli effetti positivi sullo sviluppo superiore del cervello. Sono state dimostrate:

  • L’aumento della capacità artistica
  • La migliore capacità di interpretare il mondo
  • Migliore rendimento scolastico
  • Una superiore capacità di esprimersi anche nella madrelingua
  • Maggiore attitudine naturale a imparare le lingue

Le strategie per apprendere il linguaggio acquisite nell’infanzia consentirebbero infatti  di imparare con più facilità altre lingue da adulti.

Se la scuola dell’infanzia vedrà crescere la lingua inglese con quella italiana come lingue paritarie, la scuola primaria permetterà all’alunno di consolidare tali acquisizioni attraverso la scrittura avendo la padronanza delle basi grammaticali ed ortografiche.

Competenze matematiche, competenze di base scientifiche e tecnologiche e competenze digitali

Recenti studi hanno messo in evidenza il gap tra il livello di formazione richiesto dal mondo del lavoro e il tipo di competenze raggiunte durante tutto il ciclo formale di studi.

Ne è uscita quindi una visione della scuola antiquata, non adeguata alle reali esigenze della società.

L’IBC School si propone di vincere questa sfida e ridurre questo gap cercando di restare al passo con i tempi, avvalendosi di strumentazioni all’avanguardia e materiali didattici innovativi.

Oggi i nostri figli sono soggetti ad una esposizione alla tecnologia continua, la loro mentalità è notevolmente più tecnologica di quanto lo fosse la nostra alla loro stessa età. In questo mondo che cambia con una rapidità notevole ciò che si rende necessario è rendere consapevoli i ragazzi delle caratteristiche tecnologiche degli strumenti che li circondano e del loro linguaggio intrinseco. L’informatica, la matematica, la fisica, la chimica e via discorrendo sono linguaggi e come tali vanno insegnati. L’alunno parte dall’esperienza e pian piano ne sviscera le singole proprietà perché la sua curiosità innata lo porterà naturalmente a voler approfondire se gliene sarà data la possibilità. La scuola offrirà un servizio impeccabile e di altissima qualità avvalendosi di personale altamente specializzato. La struttura sarà organizzata nei minimi dettagli per permettere agli alunni di trarre da ogni ambiente il massimo vantaggio educativo. La natura, l’ambiente che ci circonda saranno le basi di partenza per lo studio dei fondamenti scientifici, dei concetti, dei metodi e delle leggi che ci regolano.

Numerosi studi sembrano dimostrare che, fin dai primissimi anni di vita del bambino, l’arte contribuisce a migliorarne le capacità espressive, a favorire l’apprendimento logico – matematico e linguistico, a rafforzare la consapevolezza di sé, a liberare le potenzialità creative insite in esso. In definitiva, essa sembra essere determinante al fine di un’evoluzione interiore dell’individuo e per questo nella programmazione didattica avrà un’importanza strategica. In questa concezione, l’esperienza manipolativo-sensoriale, tipica della produzione artistica, assume un ruolo centrale in chiave evolutiva e la mano può essere considerata una sorta di “protesi” della mente.

L’obiettivo è di sviluppare quell’attitudine positiva tipica del pensiero logico matematico basata sul rispetto della verità e sulla ricerca delle basi che la sostengono senza dare mai nulla per scontato.

Imparare ad imparare

Il bambino per sua natura è curioso. La curiosità, la voglia di esplorare e sperimentare sono indispensabili per lo sviluppo emotivo, cognitivo, motorio e linguistico. Il bambino è sottoposto ad una serie inimmaginabile di impulsi che vanno appresi, decifrati, catalogati ed utilizzati. Nei primi tre-cinque anni di vita il bambino impara con una facilità tale perché è predisposto a farlo per sua natura. Compito della scuola dell’infanzia è creare un ambiente sicuro ed stimolante dove il bambino possa soddisfar al meglio il suo bisogno di sapere e saper fare e dove possa coltivare ed incrementare questa sua meravigliosa predisposizione verso l’imparare. E’ proprio in questi fondamentali primi anni e nella percezione dell’esperienza fatta  che si porranno le basi delle caratteristiche individuali dell’apprendimento che verranno mantenute per il resto della vita. In questi fruttuosi anni il bambino dovrà sperimentare le caratteristiche del mondo che lo circonda, dovrà familiarizzare con linguaggi diversi a partire da quelli puramente linguistici (inglese ed italiano) fino ad arrivare a quelli tecnologici ed artistici come possono essere ad esempio l’informatica, l’arte e la musica.

Tecnologia, arte, musica, movimento si fonderanno con i saperi di base in una programmazione ricca e stimolante che coinvolgerà il bambino a 360° abbracciandolo nella sua complessità e specificità.

Dalla scuola dell’infanzia alla scuola media si andranno man mano adattando i saperi e le attività ai livelli cognitivi, emotivi, motori e linguistici raggiunti dagli alunni così da ampliare il bagaglio di conoscenze  e  competenze che a loro volta permetteranno l’emergere di nuova curiosità ed il salto ad un nuovo livello cognitivo, emotivo, motorio e linguistico e così via per tutto il resto della vita.

Competenze sociali e civiche

Nel libro “Educare alla libertà” Maria Montessori scrive:

  • Il concetto di libertà nell’educazione della prima infanzia deve intendersi come condizione adatta al più favorevole sviluppo della personalità (fisica e psichica)… l’ambiente … può agire in due opposti sensi: Favorendolo o soffocandolo.
  • La libertà “liberazione” del bambino è data dal’eliminazione degli ostacoli che impedirebbero il suo normale sviluppo.
  • La libertà del bambino deve avere come limite l’interesse collettivo e come forma ciò che noi chiamiamo educazione delle maniere e degli atti. Dobbiamo quindi impedire al fanciullo tutto quanto può offendere o nuocere agli altri o quanto ha significato di atto indecoroso o sgarbato.

Queste parole sono per noi di grande ispirazione come d’altronde tutta l’opera di Maria Montessori da cui traiamo notevoli spunti di riflessione per il nostro impianto metodologico.

Da qui vogliamo partire per chiarire cosa è per noi il senso civico e sociale:  La predisposizione che ci permette di comprendere dove finisce la nostra libertà e dove inizia la libertà di un altro che sia esso un individuo, un gruppo, un’istituzione, una cultura, un pensiero. La democrazia è l’espressione concreta di questo credo e il nostro compito in quanto educatori è fare della democrazia un diritto per i “cittadini del mondo” di domani. La democrazia sarà l’esempio con cui gli studenti vivranno la loro esperienza quotidiana all’interno della scuola, sarà ciò che sperimenteranno nei rapporti con gli altri e diventerà una caratteristica del loro essere individui appartenenti ad un gruppo vario come quello dei “cittadini del mondo”. Come diceva  John Dewey, altro pedagogista che ha ispirato la nostra metodologia, “we learn what we live“ (impariamo ciò che viviamo). Queste parole sono per noi spunto di continua riflessione ed influenzano ogni aspetto della vita all’interno della scuola.

Il rispetto, la tolleranza, la valorizzazione della diversità, il concetto di gruppo come risorsa, e di unicità dell’individuo saranno valori costantemente presenti nello spirito e negli atti degli educatori. Il bambino imparerà e crescerà prendendo esempio da ciò che gli adulti autenticamente sono.

Spirito di iniziativa ed imprenditoriale

Alla base di queste importanti competenze c’è senza dubbio la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità senza le quali il potenziale creativo di ognuno stenta ad emergere. Il bambino sarà sostenuto ed incentivato a prendere l’iniziativa scegliendo in autonomia le attività verso le quali si sentirà man mano interessato. Naturalmente l’interesse sarà stimolato attraverso l’esposizione da parte delle insegnanti dei materiali didattici e dal relativo uso che altri compagni ne faranno. Il lavoro di gruppo (team-work) e il lavoro individuale saranno entrambi parte della metodologia dell’IBC School che cercherà costantemente di riprodurre al suo interno un micro mondo che serva da training nell’affrontare le caratteristiche del mondo esterno di oggi e di domani.

La capacità di lavorare con gli altri richiede lo sviluppo di adeguate capacità relazionali e comunicative necessarie per garantire i risultati del lavoro che si dovrà portare a termine e fa si che i bambini imparino ad organizzarsi e a condividere i successi.

La creatività sarà sviluppata nel suo massimo potenziale tenendo conto delle più recenti ricerche tra cui quelle relative alla Programmazione-Neuro-Linguistica. Anche la musica, l’arte, il costruire e il comunicare faranno da incentivo a tale potenziale. I bambini saranno stimolati nella ricerca di soluzioni alternative ai problemi così da sviluppare al massimo la loro capacità di problem solving.

Consapevolezza culturale e capacità d’esprimersi

L’IBC School si propone l’obiettivo di incentivare nei suoi alunni l’interesse verso tutte le forme di  espressione della creatività come la musica, l’arte figurativa e plastica, la letteratura e la poesia.

Partendo dalla convinzione che la solidità del domani si costruisca sulla conoscenza culturale del nostro presente e del nostro passato, porteremo avanti un programma didattico di progressivo avvicinamento alle varie forme di espressione artistica della nostra cultura (nazionale ed europea).

Nella prima metà del novecento, John Dewey, influente filosofo e pedagogista americano, affermò con convinzione l’idea che l’arte fosse il mezzo più indicato per utilizzare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino. Nella concezione di Dewey, l’arte non deve essere considerata come un’esperienza a sé stante, bensì essa va messa in relazione alla psicologia dei singoli individui e alle realtà socio-culturali da cui scaturisce. Il filosofo sottolinea infatti come il fine ultimo dell’attività creativa del bambino non debbano essere i “manufatti” che egli realizza, quanto piuttosto la capacità di osservazione, le abilità mnemoniche e l’immaginazione, che l’arte contribuisce a sviluppare e che conferiscono all’individuo buone capacità critiche e di risoluzione dei problemi. In linea con quello affermato da Dewey, i bambini fin dalla scuola materna saranno avvicinati attraverso metodologie specifiche alla musica e all’arte, consapevoli dell’impatto positivo che tale apprendimento avrà sulla loro formazione. L’attenzione verso le varie forme di espressione della creatività umana è una base necessaria affinché la capacità creativa prenda forma come caratteristica individuale di personalità.

I bambini prenderanno confidenza con le varie forme d’arte in maniera adeguata al loro sviluppo cognitivo senza forzature o pressioni di nessun genere ma semplicemente stimolando la loro curiosità ed interesse.

Di seguito riportiamo i due principali documenti del Parlamento Europeo,
da cui la nostra iniziativa trae fruttuosa ispirazione:

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